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		<title>Produzione, riproduzione e distinzione</title>
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		<dc:date>2015-12-03T10:42:32Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Michele Sisto</dc:creator>


		<dc:subject>Pierre Bourdieu</dc:subject>
		<dc:subject>Sociologia</dc:subject>
		<dc:subject>Conferenze</dc:subject>
		<dc:subject>Lo&#239;c Wacquant</dc:subject>
		<dc:subject>Marco Pitzalis</dc:subject>
		<dc:subject>Antonietta De Feo</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Produzione, riproduzione e distinzione&lt;br class='autobr' /&gt;
Studiare il mondo sociale con (e dopo Bourdieu)&lt;br class='autobr' /&gt;
a cura di Antonietta De Feo e Marco Pitzalis&lt;br class='autobr' /&gt;
con scritti di Pierre Bourdieu e Lo&#239;e Wacquant&lt;br class='autobr' /&gt;
Cagliari, CUEC, 2015, 240 p.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il libro &#232; un'opera collettanea dedicata alla sociologia di Pierre Bourdieu, che prosegue l'esperienza italiana di riscoperta intellettuale dell'autore francese e del suo progetto scientifico. Il volume, traendo ispirazione dal convegno internazionale &#8220;Scienza e critica del mondo sociale: la lezione di Pierre Bourdieu&#8221; tenutosi a Cagliari il 6-7 giugno 2013, vuole contribuire alla riflessione sul sistema di concetti e di principi epistemologici che guida la ricerca bourdieusiana. Il file rouge, che unisce i contributi raccolti, &#232; l'idea che la lezione sul metodo del sociologo d'oltralpe fornisca ancora gli strumenti per un'analisi insieme critica, teoricamente rigorosa, ed empiricamente fondata del mondo sociale contemporaneo.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/segnalazioni" rel="directory"&gt;Segnalazioni&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Pierre-Bourdieu" rel="tag"&gt;Pierre Bourdieu&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Sociologia" rel="tag"&gt;Sociologia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Conferenze" rel="tag"&gt;Conferenze&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Loic-Wacquant" rel="tag"&gt;Lo&#239;c Wacquant&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Marco-Pitzalis" rel="tag"&gt;Marco Pitzalis&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Antonietta-De-Feo" rel="tag"&gt;Antonietta De Feo&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Produzione, riproduzione e distinzione&lt;br class='autobr' /&gt;
Studiare il mondo sociale con (e dopo Bourdieu)&lt;br class='autobr' /&gt;
a cura di Antonietta De Feo e Marco Pitzalis&lt;br class='autobr' /&gt;
con scritti di Pierre Bourdieu e Lo&#239;e Wacquant&lt;br class='autobr' /&gt;
Cagliari, CUEC, 2015, 240 p.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ISBN 978-88-8467-952-9&lt;br class='autobr' /&gt;
University Press/Ricerche sociali&lt;br class='autobr' /&gt;
Disponibile anche in formato ebook&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il libro &#232; un'opera collettanea dedicata alla sociologia di Pierre Bourdieu, che prosegue l'esperienza italiana di riscoperta intellettuale dell'autore francese e del suo progetto scientifico. Il volume, traendo ispirazione dal convegno internazionale &#8220;Scienza e critica del mondo sociale: la lezione di Pierre Bourdieu&#8221; tenutosi a Cagliari il 6-7 giugno 2013, vuole contribuire alla riflessione sul sistema di concetti e di principi epistemologici che guida la ricerca bourdieusiana. Il file rouge, che unisce i contributi raccolti, &#232; l'idea che la lezione sul metodo del sociologo d'oltralpe fornisca ancora gli strumenti per un'analisi insieme critica, teoricamente rigorosa, ed empiricamente fondata del mondo sociale contemporaneo.&lt;br class='autobr' /&gt;
In apertura di questo libro, un articolo di Pierre Bourdieu scritto con Lo&#239;c Wacquant mostra la dimensione etica e politica dell'impresa scientifica, un aspetto che &#232; al cuore della sociologia di Bourdieu come ci ricorda lo stesso Wacquant, in un'intervista che chiude, quasi nostalgicamente, il volume.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.cuec.eu/2015/11/29/produzione-riproduzione-e-distinzione/" class="spip_out"&gt;Produzione, riproduzione e distinzione. Studiare il mondo sociale con (e dopo Bourdieu)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'&#8220;autosocioanalisi&#8221; come via d'uscita dalla crisi dei saperi accademici </title>
		<link>https://ragionipratiche.it/L-autosocioanalisi-come-via-d-uscita-dalla-crisi-dei-saperi-accademici</link>
		<guid isPermaLink="true">https://ragionipratiche.it/L-autosocioanalisi-come-via-d-uscita-dalla-crisi-dei-saperi-accademici</guid>
		<dc:date>2014-01-27T11:55:52Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Michele Sisto</dc:creator>


		<dc:subject>Pierre Bourdieu</dc:subject>
		<dc:subject>Campo</dc:subject>
		<dc:subject>Campo letterario</dc:subject>
		<dc:subject>Campo religioso</dc:subject>
		<dc:subject>Michele Sisto</dc:subject>
		<dc:subject>Conferenze</dc:subject>
		<dc:subject>campo accademico</dc:subject>
		<dc:subject>Universit&#224;</dc:subject>
		<dc:subject>Roberto Alciati</dc:subject>
		<dc:subject>Emiliano R. Urciuoli</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Rispetto agli altri due concetti-chiave della sua sociologia (habitus e capitale), il campo, l'ultimo arrivato, &#232; senz'altro quello che riproduce meglio il significato della massima di Pierre Bourdieu: &#171;il reale &#232; relazionale&#187;. La comparsa del concetto di campo nell'elaborazione teorica bourdieusiana data al 1971, anno di pubblicazione di due saggi sulla genesi e la strutturazione dei sistemi di credenza a partire dalla teoria della religione di Max Weber (ora tradotti in Pierre Bourdieu, &lt;i&gt;Il campo religioso. Con due esercizi&lt;/i&gt;, a cura di R. Alciati, E.R. Urciuoli, Torino, aAccademia University Press, 2012). A quarant'anni da quell'esordio, grazie al sostegno di due recenti progetti di ricerca finanziati dal MIUR, l'uno dedicato alla storia delle religioni nell'antichit&#224; mediterranea (&lt;i&gt;Polarizzazioni e/o coabitazioni religiose nel mondo antico, I-VI secolo d.C.&lt;/i&gt;), l'altro alla ricezione della letteratura tedesca in Italia (&lt;i&gt;Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia nel Novecento: editoria, campo letterario, interferenza&lt;/i&gt;), studiosi delle pi&#249; diverse discipline si sono dati appuntamento all'Universit&#224; di Torino per discutere di &#8220;campi&#8221;, di genesi e di logiche, di relazioni e di effetti di &#8220;campo&#8221;, e riflettere sulla funzionalit&#224; analitica di questo specifico strumento concettuale.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/incontri" rel="directory"&gt;Incontri&lt;/a&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Pierre-Bourdieu" rel="tag"&gt;Pierre Bourdieu&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Campo" rel="tag"&gt;Campo&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Campo-letterario" rel="tag"&gt;Campo letterario&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Campo-religioso" rel="tag"&gt;Campo religioso&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Michele-Sisto-31" rel="tag"&gt;Michele Sisto&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Conferenze" rel="tag"&gt;Conferenze&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/campo-accademico" rel="tag"&gt;campo accademico&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Universita" rel="tag"&gt;Universit&#224;&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Roberto-Alciati" rel="tag"&gt;Roberto Alciati&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Emiliano-R-Urciuoli" rel="tag"&gt;Emiliano R. Urciuoli&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Rispetto agli altri due concetti-chiave della sua sociologia (habitus e capitale), il campo, l'ultimo arrivato, &#232; senz'altro quello che riproduce meglio il significato della massima di Pierre Bourdieu: &#171;il reale &#232; relazionale&#187;. La comparsa del concetto di campo nell'elaborazione teorica bourdieusiana data al 1971, anno di pubblicazione di due saggi sulla genesi e la strutturazione dei sistemi di credenza a partire dalla teoria della religione di Max Weber (ora tradotti in Pierre Bourdieu, &lt;i&gt;Il campo religioso. Con due esercizi&lt;/i&gt;, a cura di R. Alciati, E.R. Urciuoli, Torino, aAccademia University Press, 2012). Il risultato pi&#249; compiuto della teoria dei campi si avr&#224; per&#242; solo nel 1992 con &lt;i&gt;Le regole dell'arte&lt;/i&gt; (la cui traduzione italiana, a cura di A. Boschetti ed E. Bottaro, &#232; edita da Il Saggiatore nel 2005): qui l'ambito di applicazione &#232; ci&#242; che Bourdieu definisce il campo letterario, quella particolare arena sociale la cui &#8220;posta in palio&#8221; &#232; il monopolio della legittimit&#224; letteraria, ossia del potere di stabilire chi &#232; autorizzato a definirsi scrittore. In generale, bench&#233; molti siano stati gli oggetti d'indagine della sua ricerca (il sistema scolastico, l'arte, la religione, l'economia, lo Stato, ecc.), religione e letteratura sono probabilmente i due spazi di produzione sociale che il sociologo francese ha privilegiato per testare la tenuta della sua epistemologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A quarant'anni da quell'esordio, grazie al sostegno di due recenti progetti di ricerca finanziati dal MIUR, l'uno dedicato alla storia delle religioni nell'antichit&#224; mediterranea (&lt;i&gt;Polarizzazioni e/o coabitazioni religiose nel mondo antico, I-VI secolo d.C.&lt;/i&gt;), l'altro alla ricezione della letteratura tedesca in Italia (&lt;i&gt;Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia nel Novecento: editoria, campo letterario, interferenza&lt;/i&gt;), studiosi delle pi&#249; diverse discipline si sono dati appuntamento all'Universit&#224; di Torino per discutere di &#8220;campi&#8221;, di genesi e di logiche, di relazioni e di effetti di &#8220;campo&#8221;, e riflettere sulla funzionalit&#224; analitica di questo specifico strumento concettuale. La giustapposizione di casi diversi, pi&#249; o meno contemporanei, ristretti e specialistici, &#232; stata finalizzata a una riflessione pi&#249; generale sulla presunta capacit&#224; generativa dei saperi accademicamente disciplinati. Questo perch&#233; la &#8220;teoria dei campi&#8221; non &#232; solo un metodo di ricerca, bens&#236; l'autentico grimaldello gnoseologico per compiere quell'oggettivazione del soggetto dell'oggettivazione (lo studioso) nella sua situazione conoscitiva (la disciplina, il metodo, ecc.) che consente allo specialista di auto-comprendersi come agente inesorabilmente circoscritto a un campo, quello accademico-scientifico. L'assunzione della postura auto-riflessiva pu&#242; contribuire cos&#236; all'urgente rinnovamento di discipline da tempo in crisi conclamata, come le due di cui si &#232; maggiormente discusso: l'&#8220;italianistica&#8221; e la &#8220;cristianistica&#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Com'&#232; noto, le discipline che studiano la &#8220;letteratura italiana&#8221; si sono costituite durante le lotte risorgimentali per l'unit&#224; nazionale sulla base di criteri di inclusione legati a quell'orizzonte storico (autori che hanno scritto in lingua italiana, vivendo entro i confini territoriali del futuro stato unitario e contribuendo a formare la coscienza civile del paese), a cominciare proprio dalla distinzione fra &#8220;letteratura italiana&#8221; e &#8220;letterature straniere&#8221;. Le integrazioni proposte nel Novecento (autori latini e dialettali, letteratura popolare, autori emigrati e immigrati) non hanno di fatto messo in discussione l'assiologia proposta nel 1870-71 dalla &lt;i&gt;Storia della letteratura italiana&lt;/i&gt; di Francesco De Sanctis. Proprio perch&#233; l'inconscio disciplinare resta strutturato da principi di visione e divisione elaborati in funzione del nation building, tutti i recenti tentativi di inserire la storia della &#8220;letteratura italiana&#8221; in un orizzonte transnazionale si sono rivelati insoddisfacenti, come la recente &lt;i&gt;Storia europea della letteratura italiana&lt;/i&gt; curata da Alberto Asor Rosa (Torino, Einaudi, 2009).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per uscire &lt;i&gt;dall'&lt;i&gt;impasse&lt;/i&gt;&lt;/i&gt; sarebbe certo utile una storia dell'italianistica che ricostruisca la genesi e la riproduzione dei suoi dispositivi disciplinari, nonch&#233; le lotte tra fautori di concezioni alternative di &#8220;letteratura italiana&#8221;: una ricognizione analoga, per intenderci, alla recente &lt;i&gt;Storia della germanistica&lt;/i&gt; di Pier Carlo Bontempelli (Roma, Artemide, 2000). In attesa di uno strumento del genere, tuttavia, il ricercatore pu&#242; (e, a nostro giudizio, deve) interrogarsi nel modo pi&#249; radicale sulla costituzione del proprio oggetto di indagine. Questa impostazione pu&#242; portare a risultati sorprendenti, come ad esempio nel caso delle traduzioni di letteratura straniera in Italia. Qui l'adozione del concetto di campo ha comportato la presa d'atto dell'inadeguatezza ermeneutica del concetto stesso di &#8220;traduzione&#8221;, anche nelle sue pi&#249; recenti e larghe accezioni. Anzich&#233; isolarle come un oggetto a s&#233;, appare infatti pi&#249; produttivo considerare le traduzioni come parte integrante della produzione del campo letterario italiano: a promuoverle sono intellettuali italiani (da Prezzolini a Calasso), attraverso case editrici italiane (da Carabba a E/O) e traduttori legati a gruppi letterari italiani (come Alberto Spaini alla &#171;Voce&#187;), selezionandole e interpretandole sulla base di categorie di classificazione italiane (novecentismo, neorealismo, neoavanguardia) e di conseguenza producendo un vasto corpus di testi in lingua italiana. Questo corpus, che meriterebbe di essere assunto tra gli oggetti d'indagine dell'&#8220;italianistica&#8221;, costituisce l'anello di congiunzione fra la &#8220;letteratura italiana&#8221; e la &lt;i&gt;Weltliteratur&lt;/i&gt; e permette di evidenziare gli stretti legami di interdipendenza tra ci&#242; che solo la &#8220;ragion scolastica&#8221;, con la sua artificiale divisione del lavoro disciplinare, ha separato &#8211; &#8220;letteratura italiana&#8221; vs. &#8220;letterature straniere&#8221; &#8211;, ma che di fatto &#232; parte di un processo di produzione e riproduzione unitario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ragione scolastica e &lt;i&gt;nation building&lt;/i&gt; sono fattori socio-simbolici collegati anche all'insorgenza &#8220;scientifica&#8221; dei saperi storico-religiosi. Accademicamente disciplinati in &#8220;storia del cristianesimo&#8221; e &#8220;storia delle religioni&#8221;, questi si collocano in un momento fondativo e preliminare alla costruzione delle nazioni e dei nazionalismi europei: la nascita dell'universit&#224; moderna e della moderna filologia. Nel 1810 apre i battenti l'Universit&#224; di Berlino progettata da Wilhelm von Humboldt. Appena due anni dopo si inaugura il Seminario filologico di August B&#246;ckh. Da l&#236; deriva la forma di sapere che ancora oggi costituisce il fondamento delle discipline storico-religiose. Nonostante tutto questo sia noto, solo il concetto di campo consente di valutarne la portata: ci&#242; che infatti &#232; considerato nella prassi disciplinare come naturale e razionale, e quindi misconosciuto nella sua storicit&#224; e arbitrariet&#224;, altro non &#232; che l'insieme delle posizioni, delle opposizioni e delle disposizioni consacrate e inculcate dall'istituzione statuale universitaria, che garantiscono il funzionamento della legge fondamentale del campo, ossia il produrre per riprodursi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto riguarda l'Italia, la disciplina &#8220;storia del cristianesimo&#8221; nasce nel 1873 con l'abolizione delle facolt&#224; teologiche di Stato e cambier&#224; in seguito pi&#249; volte nome (storia del cristianesimo, storia della chiesa, storia delle religioni). Da allora, il dibattito sul suo statuto epistemologico sembra non riuscire a superare il confronto/scontro fra teologia e storia. In particolare, il potenziale scientifico del metodo storico-critico risulta ancora troppo spesso condizionato (e talora compromesso) dal sistematico riconoscimento pratico da parte dello studioso di una &#8220;decisione preliminare&#8221;, teologicamente orientata, sulla selezione degli oggetti di studio, sul vocabolario con cui li si nomina, sulle modalit&#224; con cui si interviene o si omette di intervenire sulle evidenze documentarie (le &#8220;fonti&#8221;). Per emanciparsi dalle sue genetiche ipoteche teologiche, la storia delle discipline storico-religiose deve dunque avviare una seria autoanalisi, sottoponendo a critica radicale quella storiografia del cristianesimo antico che persiste nell'enunciare il suo discorso a partire da una posizione di oggettivo interesse pratico nei confronti dell'esistenza del suo oggetto (il cristianesimo). E lo deve fare sapendo che l'astuzia della ragione di questo indigenismo epistemologico, che &#232; anche la sua formula magica, consiste in quello che Bourdieu ha definito il &#8220;doppio profitto&#8221; della lucidit&#224; scientifica e della lealt&#224; religiosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In definitiva, la denuncia di questi ordini e delle loro norme, vigenti in ogni spazio regolato di produzione sociale, ha una precisa finalit&#224;: muovere contro la normalizzazione. Come la sovversione &#8220;ereticale&#8221; sfrutta la possibilit&#224; di cambiare il mondo in cui viviamo cambiandone la rappresentazione che contribuisce alla sua realt&#224;, cos&#236; anche la postura eterodossa rispetto ai codici consacrati di una disciplina, del suo modus operandi e del suo nomos, costituisce un attacco alla gerarchia degli oggetti scientifici &#8220;legittimi&#8221; e, al contempo, al modo di descriverli attraverso il linguaggio canonico della sua tradizione. Se c'&#232; un lascito morale dell'insegnamento di Bourdieu, questo &#232; proprio la riflessivit&#224; epistemica, intesa come oggettivazione di noi stessi in quanto agenti nel campo universitario. Ma svegliarsi dal torpore dell'illusio del campo equivale a strapparsi la pelle, e senza pelle si muore. Si muore al mondo sociale, a quello cui si crede di appartenere &lt;i&gt;naturaliter&lt;/i&gt; e di dover difendere &lt;i&gt;fortiter&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da: L'Indice dei libri del mese, gennaio 2014&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>I campi artistici</title>
		<link>https://ragionipratiche.it/I-campi-artistici</link>
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		<dc:date>2012-11-18T18:01:11Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Emanuele Bottaro</dc:creator>


		<dc:subject>Campo</dc:subject>
		<dc:subject>Campo letterario</dc:subject>
		<dc:subject>Conferenze</dc:subject>
		<dc:subject>Campo artistico</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Universit&#224; degli Studi di Bergamo&lt;br class='autobr' /&gt;
Sala Riunioni - ex Casa dell'Arciprete&lt;br class='autobr' /&gt;
Via G. Donizetti, 3 - Bergamo&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/incontri" rel="directory"&gt;Incontri&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Campo" rel="tag"&gt;Campo&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Campo-letterario" rel="tag"&gt;Campo letterario&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Conferenze" rel="tag"&gt;Conferenze&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Campo-artistico" rel="tag"&gt;Campo artistico&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;La nozione di &#8220;campo&#8221; si &#232; rivelata un potente strumento di ripensamento dell'&#8220;arte&#8221; come spazio indipendente dell'attivit&#224; umana: grazie a questo modello Pierre Bourdieu ha riallacciato i fili che collegano in una rete complessa l'azione dei produttori, delle opere, della ricezione, dei saperi estetici. A vent'anni dalla pubblicazione de &lt;i&gt;Les r&#232;gles de l'art. Gen&#232;se et structure du champ litt&#233;raire&lt;/i&gt; (1992), questo incontro si propone di testare la validit&#224; e la duttilit&#224; della piattaforma teorica bourdieusiana, osservandone il potenziale di integrazione con altre prospettive metodologiche e dando spazio a diverse forme e contesti di espressione artistica.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h2 class=&#034;spip&#034;&gt;Programma&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marted&#236;, 27 novembre 2012&lt;/strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
Universit&#224; degli Studi di Bergamo&lt;br class='autobr' /&gt;
Sala Riunioni&#8212;Ex Casa dell'Arciprete&lt;br class='autobr' /&gt;
Via Gaetano Donizetti, 3&#8212;Bergamo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;14:30-15:00&lt;br class='autobr' /&gt;
Saluti del Direttore del Dipartimento di Lingue, Letterature Straniere e Comunicazione.&lt;br class='autobr' /&gt;
Introduzione di Anna Boschetti&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; &#8220;Ca' Foscari&#8221; di Venezia)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;15:00-16:00&lt;br class='autobr' /&gt;
ANNA BALDINI&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; per Stranieri di Siena)&lt;br class='autobr' /&gt;
Il Neorealismo: ascesa e decadenza di una&lt;br class='autobr' /&gt;
categoria del campo letterario italiano.&lt;br class='autobr' /&gt;
ROSARIO GENNARO&lt;br class='autobr' /&gt;
(Artesis Hogeschool Antwerpen)&lt;br class='autobr' /&gt;
Il fascismo e le arti: sinergie e interazioni a&lt;br class='autobr' /&gt;
met&#224; degli anni Venti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;16:00-17:00&lt;br class='autobr' /&gt;
MICHELE SISTO&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; di Trento)&lt;br class='autobr' /&gt;
La letteratura straniera nel&lt;br class='autobr' /&gt;
campo/polisistema letterario italiano: il ruolo&lt;br class='autobr' /&gt;
dell'editoria (1945-1970)&lt;br class='autobr' /&gt;
MILA MILANI&lt;br class='autobr' /&gt;
(University of Manchester)&lt;br class='autobr' /&gt;
Editoria e poesia straniera contemporanea:&lt;br class='autobr' /&gt;
il ruolo della traduzione nel campo letterario&lt;br class='autobr' /&gt;
italiano di poesia (1951-1977).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;17:00&#8211;17:15 Pausa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;17:15&#8211;18:00&lt;br class='autobr' /&gt;
MARCO SANTORO&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; di Bologna)&lt;br class='autobr' /&gt;
Campi ecc.: la contemporanea sociologia&lt;br class='autobr' /&gt;
dell'arte e la lezione di Pierre Bourdieu&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;18:00&#8211;19:00&lt;br class='autobr' /&gt;
C&#201;CILE BALAYER&lt;br class='autobr' /&gt;
(&#201;cole des Hautes &#201;tudes en Sciences Sociales,&lt;br class='autobr' /&gt;
Paris&#8212;Universit&#224; &#8220;Ca' Foscari&#8221; di Venezia)&lt;br class='autobr' /&gt;
L'Indice dei libri del mese e la nascita di un&lt;br class='autobr' /&gt;
nuovo spazio della critica: la questione del&lt;br class='autobr' /&gt;
campo delle riviste&lt;br class='autobr' /&gt;
LUCA PARESCHI&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; di Bologna)&lt;br class='autobr' /&gt;
Il campo letterario italiano: gli editor e la&lt;br class='autobr' /&gt;
ricerca di manoscritti di autori inediti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mercoled&#236; 28 novembre 2012&lt;/strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
Universit&#224; degli Studi di Bergamo&lt;br class='autobr' /&gt;
Sala Riunioni&#8212;Ex Casa dell'Arciprete&lt;br class='autobr' /&gt;
Via Gaetano Donizetti, 3&#8212;Bergamo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;9:00-10:00&lt;br class='autobr' /&gt;
GIORGIO ALBERTI&lt;br class='autobr' /&gt;
(Stanford University)&lt;br class='autobr' /&gt;
Tradurre ed essere tradotti: pratiche di due&lt;br class='autobr' /&gt;
professionisti della scrittura&lt;br class='autobr' /&gt;
DAVIDE DALMAS&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; di Torino)&lt;br class='autobr' /&gt;
La traiettoria di Franco Fortini nel campo&lt;br class='autobr' /&gt;
letterario italiano del dopoguerra&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;10:00-11:30&lt;br class='autobr' /&gt;
FABIO ANDREAZZA&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; &#8220;G. D'Annunzio&#8221; Chieti-Pescara)&lt;br class='autobr' /&gt;
Osservazioni sulla genesi del campo cinematografico&lt;br class='autobr' /&gt;
italiano&lt;br class='autobr' /&gt;
SARA ZANATTA&lt;br class='autobr' /&gt;
(Queen Mary University of London)&lt;br class='autobr' /&gt;
Da Flaubert a Mr. Qualcuno: il campo artistico&lt;br class='autobr' /&gt;
degli sceneggiatori televisivi italiani&lt;br class='autobr' /&gt;
MARCO SOLAROLI&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; di Bologna)&lt;br class='autobr' /&gt;
Tra etica ed estetica: intermediari culturali&lt;br class='autobr' /&gt;
e dinamiche di consacrazione nel campo&lt;br class='autobr' /&gt;
fotogiornalistico italiano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;11.30-11:45 Pausa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;11:45-12:45&lt;br class='autobr' /&gt;
MARIA ANTONIETTA TRASFORINI&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; di Ferrara)&lt;br class='autobr' /&gt;
Stare in campo &#232; stare al gioco? Genere e&lt;br class='autobr' /&gt;
campo dell'arte&lt;br class='autobr' /&gt;
ANNA DE BIASIO&lt;br class='autobr' /&gt;
(Universit&#224; degli Studi di Bergamo)&lt;br class='autobr' /&gt;
Note sul campo letterario statunitense&lt;br class='autobr' /&gt;
dell'Ottocento: il fattore del genere&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;12:45-13:00&lt;br class='autobr' /&gt;
Chiusura dei lavori&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Concept e organizzazione&lt;/strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
Anna De Biasio anna.de-biasio@unibg.it&lt;br class='autobr' /&gt;
Fabio Andreazza f.andreazza@unich.it&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come arrivare&lt;/strong&gt;&lt;br class='autobr' /&gt;
Dalla stazione dei treni di Bergamo prendere l'autobus ATB n. 1 con destinazione Citt&#224; Alta e scendere alla stazione della funicolare. Prendere la funicolare per la Citt&#224; Alta. Usciti dalla stazione della funicolare ci si trover&#224; in Piazza Mercato delle Scarpe, sulla quale si aprono quattro vie. La seconda via sulla sinistra, in salita, &#232; via Gaetano&lt;br class='autobr' /&gt;
Donizetti. La ex Casa dell'Arciprete si trova sulla sinistra a circa 100 metri di distanza.&lt;br class='autobr' /&gt;
Dall'aeroporto di Bergamo prendere l'autobus ATB n. 1 con destinazione Citt&#224; Alta, quindi seguire le stesse indicazioni fornite in precedenza.&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034;&gt;Per informazioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Centro di Studi sui Linguaggi delle Identit&#224;&lt;br class='autobr' /&gt;
Universit&#224; degli Studi di Bergamo&lt;br class='autobr' /&gt;
Stanza 214&lt;br class='autobr' /&gt;
Piazza Rosate, 2&lt;br class='autobr' /&gt;
24129 Bergamo&lt;br class='autobr' /&gt;
Tel. +39 035 2052745&lt;br class='autobr' /&gt;
Fax +39 035 2052709&lt;br class='autobr' /&gt;
E-mail: zebra@unibg.it&lt;br class='autobr' /&gt;
URL: &lt;a href=&#034;http://www.unibg.it/zebra&#034; class=&#034;spip_url spip_out auto&#034; rel=&#034;nofollow external&#034;&gt;www.unibg.it/zebra&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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