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		<title>Produzione, riproduzione e distinzione</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Michele Sisto</dc:creator>


		<dc:subject>Pierre Bourdieu</dc:subject>
		<dc:subject>Sociologia</dc:subject>
		<dc:subject>Conferenze</dc:subject>
		<dc:subject>Lo&#239;c Wacquant</dc:subject>
		<dc:subject>Marco Pitzalis</dc:subject>
		<dc:subject>Antonietta De Feo</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Produzione, riproduzione e distinzione&lt;br class='autobr' /&gt;
Studiare il mondo sociale con (e dopo Bourdieu)&lt;br class='autobr' /&gt;
a cura di Antonietta De Feo e Marco Pitzalis&lt;br class='autobr' /&gt;
con scritti di Pierre Bourdieu e Lo&#239;e Wacquant&lt;br class='autobr' /&gt;
Cagliari, CUEC, 2015, 240 p.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il libro &#232; un'opera collettanea dedicata alla sociologia di Pierre Bourdieu, che prosegue l'esperienza italiana di riscoperta intellettuale dell'autore francese e del suo progetto scientifico. Il volume, traendo ispirazione dal convegno internazionale &#8220;Scienza e critica del mondo sociale: la lezione di Pierre Bourdieu&#8221; tenutosi a Cagliari il 6-7 giugno 2013, vuole contribuire alla riflessione sul sistema di concetti e di principi epistemologici che guida la ricerca bourdieusiana. Il file rouge, che unisce i contributi raccolti, &#232; l'idea che la lezione sul metodo del sociologo d'oltralpe fornisca ancora gli strumenti per un'analisi insieme critica, teoricamente rigorosa, ed empiricamente fondata del mondo sociale contemporaneo.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/segnalazioni" rel="directory"&gt;Segnalazioni&lt;/a&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Produzione, riproduzione e distinzione&lt;br class='autobr' /&gt;
Studiare il mondo sociale con (e dopo Bourdieu)&lt;br class='autobr' /&gt;
a cura di Antonietta De Feo e Marco Pitzalis&lt;br class='autobr' /&gt;
con scritti di Pierre Bourdieu e Lo&#239;e Wacquant&lt;br class='autobr' /&gt;
Cagliari, CUEC, 2015, 240 p.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ISBN 978-88-8467-952-9&lt;br class='autobr' /&gt;
University Press/Ricerche sociali&lt;br class='autobr' /&gt;
Disponibile anche in formato ebook&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il libro &#232; un'opera collettanea dedicata alla sociologia di Pierre Bourdieu, che prosegue l'esperienza italiana di riscoperta intellettuale dell'autore francese e del suo progetto scientifico. Il volume, traendo ispirazione dal convegno internazionale &#8220;Scienza e critica del mondo sociale: la lezione di Pierre Bourdieu&#8221; tenutosi a Cagliari il 6-7 giugno 2013, vuole contribuire alla riflessione sul sistema di concetti e di principi epistemologici che guida la ricerca bourdieusiana. Il file rouge, che unisce i contributi raccolti, &#232; l'idea che la lezione sul metodo del sociologo d'oltralpe fornisca ancora gli strumenti per un'analisi insieme critica, teoricamente rigorosa, ed empiricamente fondata del mondo sociale contemporaneo.&lt;br class='autobr' /&gt;
In apertura di questo libro, un articolo di Pierre Bourdieu scritto con Lo&#239;c Wacquant mostra la dimensione etica e politica dell'impresa scientifica, un aspetto che &#232; al cuore della sociologia di Bourdieu come ci ricorda lo stesso Wacquant, in un'intervista che chiude, quasi nostalgicamente, il volume.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.cuec.eu/2015/11/29/produzione-riproduzione-e-distinzione/" class="spip_out"&gt;Produzione, riproduzione e distinzione. Studiare il mondo sociale con (e dopo Bourdieu)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Homo academicus in traduzione italiana</title>
		<link>https://ragionipratiche.it/Homo-academicus-in-traduzione-italiana</link>
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		<dc:date>2013-11-07T23:05:31Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Michele Sisto</dc:creator>


		<dc:subject>Prefazioni</dc:subject>
		<dc:subject>Lo&#239;c Wacquant</dc:subject>
		<dc:subject>Mirella Giannini</dc:subject>
		<dc:subject>campo accademico</dc:subject>
		<dc:subject>Lo&#239;c Wacquant</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;&lt;i&gt;In occasione dell'uscita italiana di &lt;i&gt;Homo academicus &lt;/i&gt; (trad. di Antonietta De Feo, Bari, Dedalo, 376 p.) pubblichiamo un estratto del volume contente alcuni brani della prefazone di Mirella Giannini e della postfazione di Lo&#239;c Wacquant. &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#034;Bourdieu mostra che il campo dell'universit&#224;, inteso come l'insieme delle relazioni oggettive che sussistono fra le varie posizioni e discipline nella distribuzione di queste specie di capitale, &#232; il teatro di una lotta costante finalizzata ad alterare la sua stessa struttura. Potere accademico e prestigio intellettuale sono al contempo armi e poste in gioco nella guerra accademica di tutti contro tutti. E la posizione all'interno di tale struttura determina, attraverso la mediazione della loro selezione e dello specifico condizionamento, le strategie adottate da chi la occupa per imporre questo o quel principio di gerarchizzazione nell'ambito dello specifico universo&#034; (Lo&#239;c Wacquant).&lt;/p&gt;

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&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Loic-Wacquant" rel="tag"&gt;Lo&#239;c Wacquant&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Mirella-Giannini-46" rel="tag"&gt;Mirella Giannini&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/campo-accademico" rel="tag"&gt;campo accademico&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="https://ragionipratiche.it/Loic-Wacquant-51" rel="tag"&gt;Lo&#239;c Wacquant&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;[In occasione dell'uscita italiana di &lt;i&gt;Homo academicus&lt;/i&gt; (trad. di Antonietta De Feo, Bari, &lt;a href=&#034;http://www.edizionidedalo.it/site/collane-scheda-libro.php?products_id=3235&amp;categories_id=74&amp;attive=1#&#034; class=&#034;spip_out&#034; rel=&#034;external&#034;&gt;Dedalo&lt;/a&gt;, 376 p.) pubblichiamo un estratto del volume contente alcuni brani della prefazone di Mirella Giannini e della postfazione di Lo&#239;c Wacquant. (v. pdf in calce)]&lt;/p&gt;
&lt;h2 class=&#034;spip&#034;&gt;Sociologia come socio-analisi: storie di Homo Academicus &lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;postfazione Lo&#239;c Wacquant all'edizione italiana&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In &lt;i&gt;Homo academicus &lt;/i&gt; Bourdieu applica il suo acume sociologico e la sua maestria interpretativa alla trib&#249; di cui egli stesso fa parte, quella dei professori universitari francesi. Cos&#236; facendo ci offre l'opportunit&#224; di capire meglio il suo lavoro, il mondo accademico in generale, e noi stessi in particolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A causa della sua struttura complessa, per comprendere adeguatamente &lt;i&gt;Homo academicus &lt;/i&gt; occorre collocarlo nel quadro pi&#249; ampio dell'intero progetto di Bourdieu. A una prima lettura si pu&#242; notare che, a un livello pi&#249; teorico, quest'opera fornisce una soluzione concreta ai problemi epistemologici sollevati in &lt;i&gt;Per una teoria della pratica&lt;/i&gt; (1972) e in &lt;i&gt;Il senso pratico &lt;/i&gt; (1980): la necessit&#224; di superare la fatale opposizione tra oggettivismo e soggettivismo, tra le ragioni soggettive e le cause oggettive, e di tenere sotto controllo il pregiudizio intellettualistico insito nello sguardo scientifico al fine di catturare le dinamiche immanenti all'azione sociale. In maniera pi&#249; sostanziale, il libro pu&#242; essere visto come un esteso prolungamento de &lt;i&gt;La riproduzione: teoria del sistema scolastico ovvero della conservazione dell'ordine culturale &lt;/i&gt; (1970, con J.C. Passeron), in cui si proponeva un'analisi della scuola come agenzia di legittimazione e dissimulazione della diseguaglianza sociale (di classe), ma anche come un approfondito riesame di quelle parti de &lt;i&gt;La distinzione &lt;/i&gt; (1979) che indagano sul ruolo esercitato dal capitale culturale istituzionalizzato in politica e nel dispiegarsi delle strategie sociali di distinzione. &lt;i&gt;Homo academicus &lt;/i&gt; &#232; inoltre un preludio a &lt;i&gt;La noblesse d'&#201;tat &lt;/i&gt; (1989), dove Bourdieu affronta di petto la struttura interna e le lotte intestine della classe dominante, nonch&#233; i molteplici meccanismi di consacrazione e naturalizzazione che mascherano e perpetuano il suo dominio, abbozzando cos&#236; una teoria generale del potere tecnocratico. Inoltre, grazie al suo argomento e alla sua dimensione autoreferenziale, questo studio sul mondo accademico francese &#232; forse l'anello cruciale nella lunga catena delle ricerche di Bourdieu, quello che, in ultima istanza, garantisce la solidit&#224; di tutti gli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Senza dubbio, l'interesse scientifico di Bourdieu per gli intellettuali ha, come molta parte della sua sociologia, una forte componente biografica: la &#171;traiettoria del miracolato&#187;, che lo ha portato da una delle regioni pi&#249; depresse dello spazio geografico e sociale francese (uno sperduto villaggio del rurale B&#233;arn) all'apice della piramide intellettuale del suo paese (il Coll&#232;ge de France a Parigi), spiega il suo sentirsi un disadattato nel mondo universitario. Ecco ci&#242; che scrive: &#171;Io contesto questo mondo perch&#233; esso contesta me, e in una maniera molto profonda, che va ben al di l&#224; del mero senso di esclusione sociale; io non mi sento mai pienamente considerato un intellettuale, non mi sento &#8220;a casa&#8221;&#187;. Ma Bourdieu, nel fissare il suo sguardo sui propri pari e su se stesso, ha anche in mente un ben preciso obiettivo scientifico: vuole dimostrare, in modo quasi sperimentale, che la riflessivit&#224; sociologica determina una differenza cognitiva, e non solamente esistenziale o retorica, nello svolgimento di un'indagine sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Homo academicus &lt;/i&gt; occupa cos&#236; un posto davvero particolare nell'opera di Bourdieu, essendo sia il pi&#249; personale, sia il pi&#249; impersonale dei suoi libri. Esso entra nelle esperienze pi&#249; intime della biografia dell'autore, eppure si colloca al centro della sua attivit&#224; scientifica. Investigazione riflessiva dell'universo intellettuale, rappresenta una forma raramente praticata di &#171;autoanalisi by proxy&#187;, che simultaneamente funge da paradigma di una scienza autocritica della societ&#224;. &lt;i&gt;Homo academicus&lt;/i&gt; porta la dialettica tra &#171;coinvolgimento e distacco&#187;, di cui ha parlato magistralmente Norbert Elias, al culmine del parossismo. Per tutte queste ragioni si tratta di un libro che sta molto a cuore a Bourdieu, come &#232; ampiamente testimoniato dalla candida ammissione della sua riluttanza e angoscia nel pubblicarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&#242; che distingue &lt;i&gt;Homo academicus&lt;/i&gt; dalla massa sempre pi&#249; cospicua di studi che cercano di catalogare o categorizzare, elogiare o rimproverare gli intellettuali sta nel fatto che, invece di assumere un punto di vista parziale e partigiano sul mondo nel quale si muove, Bourdieu svela la totalit&#224; del gioco che genera tanto gli specifici interessi degli intellettuali, quanto la visione unilaterale che ciascun partecipante ha degli interessi degli altri. Tali interessi, egli sottolinea, &#171;sono assolutamente irriducibili all'interesse di classe tradizionalmente denunciato dall'artiglieria pesante della sociologia marxista che si occupa degli intellettuali, i cui proiettili sono grandi, ma volano ben al di sopra di tutte le teste&#187;. Gli intellettuali sono mossi da forze, motivati da poste in gioco ed esercitano forme di potere che sono specifiche del campo accademico: solo un'inclinazione professionale per il disimpegno politico potrebbe giustificare un'analisi che prenda le sue mosse altrove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quali sono queste forme di potere? Una seria analisi della distribuzione relazionale dei professori secondo le loro origini e legami sociali, le risorse economiche e politiche, la traiettoria accademica, i titoli, le pratiche professionali e la notoriet&#224;, le posizioni politiche mette in luce un quadro chiasmatico che riproduce coerentemente la struttura della classe dominante. Sul lato delle discipline &#171;temporalmente dominanti&#187;, medicina e diritto (a cui dovremmo aggiungere le business schools, il cui sviluppo &#232; stato impressionante a partire dagli anni '60), il potere &#232; essenzialmente basato sul capitale accademico, vale a dire sul controllo degli strumenti materiali, organizzativi e sociali di riproduzione della facolt&#224;. Sul lato delle discipline culturalmente autonome, simboleggiate dalle scienze naturali, il potere &#232; radicato principalmente nel capitale intellettuale, ossia prestigio scientifico e capacit&#224; rigidamente definite da e tra pari. L'opposizione fra questi due poli rispecchia quello fra le due principali componenti della classe dominante, con gli uomini d'affari, i dirigenti e i funzionari statali situati sul lato del potere economico e politico, in contrapposizione con gli artisti e gli intellettuali, situati sul lato del potere culturale e simbolico. Trovandosi a met&#224; strada tra questi due poli, le scienze umane e sociali sono similmente organizzate al loro interno attorno allo scontro fra autorit&#224; socio-politica e autorit&#224; scientifica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bourdieu mostra che il campo dell'universit&#224;, inteso come l'insieme delle relazioni oggettive che sussistono fra le varie posizioni e discipline nella distribuzione di queste specie di capitale, &#232; il teatro di una lotta costante finalizzata ad alterare la sua stessa struttura. Potere accademico e prestigio intellettuale sono al contempo armi e poste in gioco nella guerra accademica di tutti contro tutti. E la posizione all'interno di tale struttura determina, attraverso la mediazione della loro selezione e dello specifico condizionamento, le strategie adottate da chi la occupa per imporre questo o quel principio di gerarchizzazione nell'ambito dello specifico universo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver delineato la struttura immanente dello spazio accademico, Bourdieu procede a sbrogliare la logica sottesa alla sua trasformazione, sotto la spinta di forze morfologiche quali la crescita del corpo studentesco e delle facolt&#224;, i cambiamenti nel reclutamento sociale di professori e studenti e l'inflazione delle credenziali, fino a culminare nei fatti del maggio 1968. Ci&#242; gli permette di stabilire che l'omologia tra posizione (nella struttura della distribuzione delle varie specie di capitale nel campo universitario), disposizione e atteggiamenti non solo opera nella quotidianit&#224; delle pratiche professionali dei diversi tipi di docente, ma, pi&#249; significativamente, indirizza esplicitamente le opinioni politiche e le azioni compiute durante un periodo di crisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In breve, le strategie professionali, le tendenze politiche e anche la produzione intellettuale degli accademici, che amano tanto pensare a se stessi come individui &#171;fluttuanti&#187; &#8211; come nella &lt;i&gt;freischwebende Intelligenz &lt;/i&gt; di Mannheim &#8211; e fuori portata rispetto al comune determinismo, risultano essere intimamente, pur se in maniera complessa, determinate dalla loro collocazione e traiettoria nello spazio accademico. Pertanto, l'analisi delle collocazioni oggettive dei vari protagonisti nell'arena delle forze operanti dentro e sopra l'universit&#224;, ivi compresi la collocazione e il punto di vista dell'analista (nel senso di &#171;un modo di vedere a partire da un punto&#187; all'interno di quello spazio), &#232; il prerequisito di qualsiasi sociologia degli intellettuali che voglia essere rigorosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un certo senso, al pari de &lt;i&gt;La distinzione&lt;/i&gt;, il libro che lo precede, &lt;i&gt;Homo academicus&lt;/i&gt; &#232; sia una deliberata, seppur misurata, provocazione, sia un intervento politico nella specifica politica del mondo accademico. La speranza di Bourdieu &#232; che il suo libro sia usato come un'arma nelle lotte accademiche per contribuire allo sviluppo dell'autonomia del campo scientifico e quindi della responsabilit&#224; politica dei suoi partecipanti. Per il sociologo francese non c'&#232; opposizione fra autonomia e impegno. In punta di fatto, la &#171;combinazione instabile&#187; di queste due dimensioni, quella scientifica e quella politica, &#232; per lui ci&#242; che definisce la specificit&#224; dell'intellettuale moderno quale &#171;paradossale essere bidimensionale&#187;, storicamente sposato con il &#171;corporativismo dell'universale&#187; (si veda il finale de &lt;i&gt;Le regole dell'arte&lt;/i&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla stregua della crisi del maggio 1968, che spalanc&#242; uno spazio per l'attivit&#224; politica mandando in frantumi la doxa prevalente nella societ&#224; francese, Bourdieu spera che &lt;i&gt;Homo academicus&lt;/i&gt; promuova, per quanto in misura limitata, un tipo di rottura con l'accettazione dossica del mondo accademico esistente che possa aiutare ad aprire nuovi spazi per la libert&#224; e l'azione intellettuali. La pubblicazione del libro crea almeno la possibilit&#224; di una generalizzazione degli interrogativi che esso pone: ciascun lettore o lettrice pu&#242; riprodurre o estendere per s&#233; l'analisi, cos&#236; che il lavoro di oggettivazione del soggetto oggettivante possa alla fine diventare il compito del campo scientifico su scala globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[dalla postfazione a &lt;i&gt;Homo academicus&lt;/i&gt;, Bari, Dedalo, 2013, pp. 365-370]&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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