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Passeron su Bourdieu - Ragioni Pratiche

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Passeron su Bourdieu

venerdì 5 maggio 2017,  

[ pubblicato da Fabio Andreazza ]

da: il manifesto, 25 aprile 2017.

A quindici anni dalla scomparsa di Pierre Bourdieu, esce la traduzione di un’importante testimonianza (datata 2003) di Jean-Claude Passeron – Pierre Bourdieu. Morte di un amico. Scomparsa di un pensatore (Armando, 2016, pp. 112, euro 12) – che con il sociologo francese condivise, alternando entusiasmo e difficoltà, più di un decennio di ricerche e co-scrittura. La preziosa introduzione di Giovanna Gianturco e Rossella Viola consente di riflettere sul percorso comune e sulla successiva biforcazione/separazione che ha contraddistinto gli itinerari dei due sociologi. Quest’ultima, se non incrinò l’amicizia e il dialogo sottotraccia, più o meno conflittuale, rinvenibile nelle opere – i due autori eviteranno pressoché di citarsi pubblicamente nel corso dei successivi trent’anni –, fu principalmente incentrata sulla diversa risposta data, come scrive Passeron, alla «questione epistemologica di ciò che il “vero dire” può “voler dire” nelle frasi del sociologo e, più generalmente, nelle asserzioni di tutte le scienze sociali». A ben vedere si tratta di una questione ancora attualissima, che riflette la debole autonomia dei campi in cui si articolano le scienze sociali e in particolare il campo sociologico ancora influenzato da un empirismo che feticizza le tecniche, senza interrogarsi riflessivamente sulla teoria più o meno spontanea che presiede alla sua pratica (e dunque subendo la pressione del discorso dominante, la seduzione del giornalismo e il mancato distacco dal “senso comune”). Paradossalmente, si tratta di uno dei principali avversari, insieme ad un metodologismo «poco interessato al senso di ciò che misura», contro cui già muoveva un testo come Il mestiere di sociologo (fuori catalogo da troppo tempo) pubblicato da Bourdieu e Passeron insieme a Jean-Claude Chamboredon nel 1968. Ed è proprio lo scarto che si è consumato rispetto a quell’impresa collettiva, in particolare nel percorso di Passeron, divenuto critico dell’ancoraggio troppo durkeimiano che vede impresso nell’opera, che permette di leggere più attentamente le differenze tra i due sociologi.
Passeron, nei suoi ricordi dell’amico Bourdieu e del pensatore Pierre Bourdieu – i due giovani «militanti della ricerca» erano accomunati da «affetti d’intelligenza scientifica», seppure partendo da una diversità di habitus –, non esita ad evidenziare la torsione in senso marcatamente weberiano del suo tragitto teorico, dovuto a una rilettura delle opere comuni nonché delle migliori opere di Bourdieu, intento a distinguere le scienze sociali come scienze storiche non misurabili con i parametri utilizzati dalle scienze naturali. Ne rivendica, ad un tempo, il carattere costitutivamente “plurale” – il pensare per casi come sottolineano Gianturco e Viola – segnato dalla temporalità, dalla necessità d’interrogarsi continuamente su fondamenti e dispostivi di veridicità, e l’inscindibile legame con l’orizzonte valoriale che in quanto tale ridimensiona la portata del sapere sociologico rispetto alle altre scienze e che, al suo interno, guarda con sospetto la formazione di un paradigma “forte”, apertamente in lotta per l’egemonia nel campo sociologico, o, meglio, per la sua trasformazione, come quello proposto da Bourdieu con la costruzione di una scienza generale dell’economia delle pratiche. Eppure, la schematica contrapposizione tra una postura weberiana come quella di cui s’intende portatore Passeron e una tout court durkeimiana come si vorrebbe troppo riduttivamente attribuire a Bourdieu, non vede la complessità di quest’ultima, la difficile posizione che rigetta ad un tempo scientismo e relativismo nichilista. Si sottovaluta, ci pare, la lezione epistemologica di matrice bachelardiana, che ha segnato il percorso iniziale dei due sociologi (ancora ampiamente richiamata e ampliata, all’inizio degli anni duemila, da Bourdieu nel corso Science de la science et réflexivité), secondo la quale la conoscenza promossa da ogni scienza è sempre approssimata – si veda ora anche il Saggio sulla conoscenza approssimata (Mimesis 2016) di Bachelard, tradotto e curato da Enrico Caselli Gattinara –, nonché il carattere storico, e dunque soggetto a mutazioni e a vere e proprie rotture, che interessa le costruzioni teoriche più rigorose senza per questo pregiudicarne il carattere oggettivo.
Vi è un altro punto di sensibile frizione evidenziato da Passeron quando pone in risalto – giustamente – il difficile e irrisolto rapporto tra politica e sociologia. Il radicalismo politico dell’ultimo Bourdieu, agito in nome di una verità sociologica, in termini bourdieusiani di una realpolitik della ragione, non convince sociologicamente, prima ancora che politicamente, Passeron, i cui trascorsi politici sono, peraltro, più marcatamente schierati a sinistra (dalla momentanea adesione al Pcf all’attenzione riservata al pensiero di Althusser e Foucault), ma scontano la cocente delusione dell’esperienza universitaria di Vincennes dove «gli opposti sinistrismi [tentavano] di trasformare l’azione pedagogica in cinghia di trasmissione della rivoluzione sociale» o di usare, sovente, la lotta politica per finalità carrieristiche. Ciò che non convince Passeron è l’idea che l’interesse che può motivare un impegno politico non possa che essere subordinato all’interesse ad una conoscenza chiara dei meccanismi di dominio fornita dalla sociologia, e dunque dalla necessità di non cedere ad una qualche retorica della persuasione di carattere profetico-propagandistico. Si stabilisce, pertanto, un dialogo disturbato tra chi come Bourdieu vede nel riconoscimento/disvelamento del dominio incorporato dai dominati la prerogativa di un impegno non più rinviabile e chi come Passeron vede, tra l’altro, nella teoria “rigida” del dominio elaborata dall’amico l’assenza di un elemento di entusiasmo politico (come era rinvenibile negli scritti più politici di Marx ed Engels) capace di coinvolgere i subalterni. Niente di più tragicamente attuale.

Vedi on line : https://ilmanifesto.it/la-realpolit...

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